martedì 15 luglio 2008

Una passione da sempre!!!

Pietro De Gese, nasce a Roma il 30 Luglio del 1947.

Sin da bambino rimane affascinato dall' arte della pittura.
E' un istinto che non riesce a spiegarsi.
Ama ammirare i quadri, soprattutto quelli pieni di colori e sfumature dalle quali nascono magnifici paesaggi.
Il gioco preferito di Pietro bambino, è quello di prendere un carboncino per poter disegnare per ore senza stancarsi.
Gioco che all'apparenza tutti i bambini apprezzano, ma per Pietro De Gese la passione continua sino alla matura età, e si avvicina sempre di più alla pittura, soprattutto quella dell' impressionismo.

Svolge una vita regolare si sposa, diventa papà, lavora molto e si dedica alla sua famiglia, ma riesce a non trascurare mai la sua grande passione.
Nel 1990, Pietro De Gese decide di iniziare ad esporre i suoi dipinti, che da molti anni aveva costudito gelosamente in cantina, mostrandoli solo ai famigliari e ad alcuni tra i più intimi amici.
Per la prima volta espone ad una mostra d'arte fra le più rinomate nel Lazio, vendendo tantissimi dei suoi dipinti.
Sarà solo il primo dei tanti successi che gli porteranno stima ed ammirazione da parte di molti colleghi pittori professionisti, personaggi vicini culturalmente alla pittura, e dai visitatori delle mostre stesse.
Premiato più volte come:
"Migliore espositore dell' Impressionismo"
Pietro De Gese Scrive
L'impressionismo, è un movimento pittorico francese, così chiamato in seguito ad un articolo del critico L.Leroy che definì impressionisti, richiamandosi in senso spregiativo al titolo di un quadro di C.Monet, "Impressione: Levar del sole", un gruppo di artisti che avevano esposto le loro opere nelle sale del fotografo Nadar a Parigi dopo essere stati rifiutati dalla giuria del "Salon", l'esposizione ufficiale che consacrava la fama degli artisti.
La data dell'apertura della mostra (15 aprile 1874) e quella dell'articolo di Leroy (25 aprile 1874) acquistano dunque un significato storico: l'impressionismo era nato ufficialmente. Tuttavia esso esisteva già da vari anni; da tempo il termine era usato per sottolineare che noi percepiamo la realtà attraverso "impressioni" di forme, di luci, di colori, impressioni diverse dall'uno all'altro osservatore.

Il punto di partenza del gruppo era la resa della realtà: poichè noi viviamo in mezzo alla realtà, ogni suo aspetto fa parte di noi stessi ed è quindi passibile di essere dipinto. Gli impressionisti la rendono così come la vedono e non si limitano a rappresentare la realtà naturale, ma la comprendono tutta, anche quella umana e cittadina.

La modernità degli impressionisti è nel modo diverso di affrontare il problema del rapporto con la realtà rendendosi conto che noi non la percepiamo per frammenti isolati ma la sentiamo nella sua totalità.
Il nostro occhio vede oggettivamente ogni dettaglio sul quale si sofferma ma la ragione, trascurando il superfluo e cogliendo solo l' "impressione" generale, opera una sintesi e comprende la realtà nella sua sostanza.
Inoltre la luce è l'elemento indispensabile per la visione.
Tutto ciò che noi vediamo è luce e colore, l'una e l'altra cangianti continuamente a seconda dell'ora, della stagione, del nostro punto di vista.
Da qui lo studio accurato che gli impressionisti dedicano alla luce ed al colore.
L'impressionismo è inoltre il trionfo del colore: le ombre, invece che nere, benchè meno luminose, sono anch'esse formate da colori, per lo più "complementari".
L'uso dei complementari diventa cosciente e sistematico negli impressionisti e genera la straordinaria luminosità dei loro quadri.

Inoltre i rappresentanti di questa corrente prediligono la pittura "en plein air"("aria aperta") per ricevere con immediatezza l'impressione in tutte le infinite sfumature della luce, del colore, dei movimenti e degli spazi.
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(Tutte le opere sovraesposte sono dipinti realizzati e firmati da "De Gese Pietro")

De Gese Pietro

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